ESCLUSIVA: il DS Del Grosso ci racconta il miracolo "Sanseverese".



Il DS Del Grosso con Fiorenzo Cartanese

Il 2009/10 calcistico sanseverese non è solo a tinte giallo granata. Quest’anno, una nuova realtà sta assurgendo agli onori della critica in virtù degli ottimi risultati ottenuti nei primi sei mesi del suo campionato. Si tratta della Polisportiva Sanseverese, matricola terribile del girone A della 2°Categoria regionale che, al termine del girone d’andata, veleggia al secondo posto in classifica ma con una partita in meno rispetto alla capolista Audace Barletta. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Del Grosso, DS della società che nella scorsa stagione ha dominato da imbattuta il campionato di 3°Categoria al suo esordio assoluto.

La Polisportiva Sanseverese rappresenta una totale innovazione nel panorama calcistico dilettantistico, contando esclusivamente sulla voglia di giocare dei suoi tesserati senza l’ossessione di stipendi o ingaggi. Qual’è il vostro segreto?
Non retribuiamo i nostri giocatori ma li premiamo in caso di risultati positivi. Lo abbiamo promesso ad inizio stagione e lo stiamo mantenendo. La trasparenza e la fiducia dunque sono alla base della nostra formula. Molti dei nostri elementi provengono da esperienze disastrose, da piazze, anche storiche, distrutte dalla sfiducia. Questi ragazzi ci hanno chiesto chiarezza e noi non siamo venuti meno, anzi, continuiamo a procedere con estrema coerenza. Impostare la costruzione di una squadra su obiettivi di assoluta vittoria, condendola di ingaggi e spese spropositate, quando alla fine a vincere sarà solo uno diventa un gioco al massacro. Abbiamo programmato la nostra stagione con le forze disponibili in quel momento, senza proiettarci in voli pindarici. I nostri ragazzi lo hanno capito ed hanno compreso inoltre che diamo loro un’altra grande gratificazione: li facciamo sentire importanti, curando in ogni dettaglio la preparazione, l’attrezzatura, l’approccio alla gara, gli allenamenti. Su questo non lesiniamo spese.

Uno dei frutti del miracolo Sanseverese è la rivitalizzazione dell’attaccante Fiorenzo Cartanese, talento ribelle del nostro calcio che quest’anno sta dominando la classifica dei cannonieri della 2°Categoria. Che approccio avete usato con lui?
Innanzitutto gli abbiamo fatto capire che sarebbe stato importante ma non indispensabile, ponendolo sullo stesso piano degli altri. Lui, dopo aver tentennato un po’ all’inizio, ha accettato la cosa, aiutato anche dai ragazzi più esperti della rosa. Si è creato così un buon feeling negli spogliatoi, anche se vi è ancora da lavorare sul ragazzo dal punto di vista caratteriale. Fatto ciò, Fiorenzo potrà dimostrare a pieno le sue grandi potenzialità. Il 4-3-3 del mister poi lo ha messo in grado di giocare dove meglio preferisce ed i risultati personali ottenuti lo dimostrano.

Dopo la campagna acquisti dicembrina non potete più tirarvi indietro: puntate a vincere il campionato?
Sinceramente prima di dicembre puntavamo a fare un bel campionato. Eravamo una buona squadra grazie agli acquisti di gente esperta come Marcone, Bufalo e D. Scimenes. Poi Scimenes ha avuto dei problemi e lo abbiamo sostituito con lo spagnolo Alcon, segnalatoci dal sito SanSeveroSport.com. E’ stata una vera fortuna poiché la semplicità e la tranquillità di Rafael ci ha permesso d’imporci in sfide calde come quelle contro l’Imperial Foggia e l’Atletico Foggia. A dicembre abbiamo preso degli ottimi elementi di categoria superiore come l’attaccante Ianzano ed il centrocampista Mastropieri, quindi abbiamo voluto dimostrare che anche se quest’anno non era in programma, abbiamo tutte le intenzioni di lottare fino in fondo per la promozione diretta.

Infine, qual’è il vostro rapporto con la Città?
Non siamo soddisfatti al cento per cento ma sicuramente la strada intrapresa è quella giusta. Lo stadio è ancora abbastanza freddo, vuoi per le oggettive difficoltà legate all’inverno o per la concomitanza delle partite con le sfide della serie A, ma è pur vero che San Severo non viveva una stagione calcistica come questa da qualche decennio, e le prospettive sono di migliorarla ancora. Spero che anche l’Amministrazione si appassioni un po’ di più allo sport poiché è il fuoco della passione che va continuamente alimentato a decidere in futuro delle sorti di qualsiasi progetto. I presupposti comunque vi sono tutti, al Ricciardelli non facciamo pagare il biglietto proprio per incentivare l’entrata di più persone. Ricordiamo che la Polisportiva da quando è nata non ha mai perso in casa.

ANTONIO PIO CRISTINO

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