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Cestistica, Marinelli chiama i tifosi: "Abbiamo bisogno di voi"

Foto di Luigi Marinelli

Incontriamo Gigi Marinelli nell'unica mattinata fresca del mese di luglio: cielo coperto e venticello piacevole, insomma tutta un'altra storia rispetto al caldo africano dei giorni scorsi. Approfittando anche di una giornata non proprio indicata per l'ombrellone, sottraiamo per qualche tempo Gigi dalle sue vacanze al mare, per parlare della stagione che sta per iniziare.
Dolce ed affettuoso col proprio bambino, il piccolo Christian, che assiste incuriosito al nostro incontro, quanto deciso e determinato nel parlare degli obiettivi stagionali, Marinelli parla del suo passato, del presente, ma anche del futuro. Ha le idee chiare Gigi, ma coi piedi ben saldi a terra, consapevole che nello sport le delusioni sono sempre dietro l'angolo.
Esauriti i convenevoli, davanti a un caffè fumante si comincia a parlare di basket.

Allora, Gigi, sappiamo che sei fresco reduce da un camp estivo per allenatori. Puoi dirci qualcosa di questa tua esperienza?

Sì, ho fatto prima due settimane di un corso per allenatori a Norcia, poi sono stato a Gallipoli ad un camp ad inviti organizzato dalla Federazione, dove ho avuto la possibilità di allenare ragazzini di 14-15 anni. E' stato un camp sicuramente di livello inferiore rispetto a quelli che si organizzano nel centro e nel nord Italia, come è ovvio che sia, però è stato molto improntato sui fondamentali, che rappresentano un po' l'ABC della pallacanestro e che ti possono far fare la differenza anche a livelli superiori. Io sono stato uno degli istruttori chiamati dalla Federazione e insegnavo i fondamentali a questi ragazzi, anche se già due anni fa avevo fatto l'allenatore per la Puglia; inoltre, sono stato anche chiamato come assistente ad un raduno giovanile nazionale. Insomma, nonostante stia continuando ancora l'attività agonistica, sto anche facendo molta esperienza da allenatore.

Questo vuol dire che nel futuro di Gigi Marinelli c'è una panchina di basket?

Sicuramente sì, mi piacerebbe molto restare nel mondo del basket anche dopo la parentesi giocata, e vorrei fare l'allenatore. Per ora posso farlo solo con i giovanissimi, poi in futuro chissà... Di sicuro, c'è la voglia di restare ancora nell'ambiente e di assecondare questa mia passione, anche se ora è un po' prematuro parlare di questo: c'è ancora tempo prima di appendere le classiche scarpette al chiodo.

Allora torniamo al presente. Sta per iniziare una stagione molto importante per la Cestistica, dove gli obiettivi societari sono molto chiari. Tu vieni da un campionato esaltante con la Fortitudo: senti un po' il peso della responsabilità nel dover mettere al servizio della squadra, soprattutto dei più giovani, la tua lunga esperienza?

Beh, credo che per come è stata formata la squadra, sicuramente non sono l'unico giocatore esperto nel roster, anzi forse ci sono giocatori anche più esperti di me, e sto parlando di Peruzzo, Bianchi, Bosco, insomma gente che non ha bisogno di presentazioni e che di esperienza ne ha da vendere. Quindi, non credo che sentirò molto questo peso, sono tranquillo.

I tifosi però si aspettano molto anche da te, visto che hai già indossato la casacca giallonera in passato.

Sì, è vero, alla Cestistica ho trascorso anni importanti, conquistando anche una bellissima promozione e fallendone un'altra per un pelo. Soprattutto ricordo il grande calore dei tifosi, che ci seguivano in massa dappertutto, anche in trasferte impossibili, come quella siciliana di Patti. San Severo è una piazza molto esigente e competente, e magari per un giovane questo può essere un problema, cioè la grande aspettativa che si crea ogni anno nell'ambiente può essere un peso difficile da sostenere se non si è preparati. Io stesso, nei miei primi periodi in cui sono stato in giallonero, ho sofferto un po' la pressione eccessiva della piazza, ma ora ne è passato di tempo: sono cresciuto e maturato, quindi sono pronto a lavorare con serenità.

Sei soddisfatto del roster che la società ha allestito per tentare la risalita immediata in B2?

Sicuramente è un roster di primo livello: Bianchi è un ottimo play, con trascorsi importanti, Peruzzo è di scuola Benetton, Magnani è una garanzia e la società ha fatto bene a confermarlo, Bosco ha anche lui molta esperienza. Insomma, sono molto soddisfatto. Devo anche dire, però, che la fusione societaria è stata sicuramente un bene per la San Severo sportiva, perch

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